15/02/2012
Nel salernitano l'Antimafia sequestra 25mila tessere del Pdl.
18:15
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12/02/2012
In Veneto persone decedute iscritte al Pdl.
Accade alla vigilia del congresso del Pdl nella città veneta, in programma il 12 febbraio al teatro comunale per decidere la nuova leadership locale a cui punterebbe l’eurodeputato e vice coordinatore provinciale Sergio Berlato. E il tutto viene calato in un’inchiesta più ampia avviata di recente dal pubblico ministero di Vicenza Paolo Pecori. Inchiesta in base alla quale già altre iscrizioni erano sotto verifica da parte della magistratura per stabilire se rientrassero tra quelle sulla cui autenticità ci sono dubbi.
Secondo le informazioni finora riscontrate, un primo sequestro effettuato della settimana scorsa e il secondo, più recente, riguardano persone che mai hanno compiuto la scelta di iscriversi al partito dell’ex premier Silvio Berlusconi e a suffragio di ciò mancherebbe anche prova del versamento dei 10 euro previsti per l’adesione. Inoltre i carabinieri starebbero conducendo controlli specifici su una decina di tessere che risulterebbero sottoscritte da persone già passate a miglior vita al momento dell’iscrizione.
Il deputato Gregorio Fontana, che ha ricevuto i militari vicentini e che ha consegnato loro il materiale richiesto, ha dichiarato che “da parte nostra c’è la massima collaborazione alle indagini” che ipotizzano il reato di falso continuato in scrittura privata per poco meno 8 mila tessere su un totale di 16 mila. Quasi la metà, infatti, quelle che sembrano denotare stranezze, non ultima l’assenza della fotocopia di un documento d’identità valido. E adesso occorre capire se davvero – come ritiene la procura di Vicenza – qualcuno abbia preso l’elenco dell’associazione cacciatori veneti riportando generalità e dati anagrafici senza averne diritto.
Dagli accertamenti, tra le ulteriori eccentricità al vaglio degli inquirenti, compare anche il fatto che tra gli iscritti siano finiti sindaci, amministratori e politici locali di altri partiti, tra cui la Lega Nord eRifondazione Comunista. Tra loro compare inoltre il nome di Massimo Calearo, eletto in parlamento nel 2008 per il Partito Democratico passando in seguito ad Alleanza per l’Italia (Api) di Francesco Rutelli e proseguendo il suo pellegrinaggio transpartitico anche attraverso i responsabili di Domenico Scilipoti.
Nel frattempo, sulla scia delle indagini della magistratura, una trentina di iscritti (veri) al Pdl ha annunciato che non parteciperà al congresso di Vicenza. In parallelo ulteriori verifiche sono in corso in altre città del Veneto. In particolare a Treviso sono nel mirino 1.172 tessere su un numero complessivo di poco più di 5.500. Tante sarebbero infatti quelle che, come accaduto a Vicenza, non sarebbero corredate da copia di carta d’identità. A Verona, invece, il fenomeno avrebbe riguardato un numero inferiore di moduli, 214 su 11 mila, mentre a Belluno si è già deciso di dichiarare nulle 208 tessere che sarebbero state pagate con un unico versamento postale.
11:32
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09/01/2012
Saldi: 10% negozi bergamaschi irregolari
Ansa.it Prezzi aumentati nell'ultima settimana prima dei saldi, al fine di praticare sconti fittizi per ingannare i clienti. E' quanto ha scoperto la Guardia di Finanza in alcuni negozi di Bergamo e provincia. Le Fiamme Gialle hanno effettuato un attento monitoraggio dei prezzi praticati dagli esercizi commerciali, scovando alcuni 'furbetti del saldo', inottemperanti della cosiddetta legge sul commercio. In particolare, durante la settimana che ha preceduto l'inizio dei saldi, i finanzieri hanno fotografato su tutto il territorio provinciale le vetrine di oltre cento negozi - compresi alcuni esercizi che operano all'interno dei centri commerciali - allo scopo di effettuare successivi confronti con i prezzi praticati sugli stessi prodotti posti in saldo a partire dal 5 gennaio. Nel 10% dei casi i finanzieri hanno accertato irregolarità relative a saldi ingannevoli nei confronti dei clienti.
L'attività di controllo ha portato all'accertamento di varie violazioni per la mancata presenza sul cartellino di vendita di tutti gli elementi obbligatori (prezzo iniziale, percentuale di sconto e prezzo finale). A 13 commercianti trasgressori è stata contestata una sanzione amministrativa che va da 516 a 3.098 euro. In sei esercizi commerciali è stato anche riscontrato che i prezzi dei prodotti in offerta erano stati aumentati rispetto a quelli in precedenza proposti, in modo tale da rendere irreale la percentuale di sconto applicata al consumatore finale.
09.01.2012
15:37
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I soldi della Lega emigrano all'estero.
dal SecoloXIX . Genova - La Lega Nord investe. Gestisce milioni di euro e compra quote di fondi, titoli di Stato, valuta straniera. Nell’ultima settimana di dicembre, tra il 23 e il 30, da un solo conto bancario, sono partiti una decina di milioni, almeno sette verso l’estero. La fetta più grossa è stata stanziata per un fondo basato in Tanzania da 4,5 milioni. Quindi 1,2 milioni per un altro fondo a Cipro e poco più di un milione di euro investiti in corone norvegesi. In tutti i casi si tratta dei quattrini di finanziamento pubblico dello Stato incassati dal Carroccio come “rimborsi elettorale”.
È un movimento vorticoso di denaro quello che gestisce il segretario amministrativo federale Francesco Belsito, appena sceso dalla poltrona di sottosegretario alla Semplificazione. Il respiro delle operazioni è nazionale, ma la centrale operativa è Genova, dove Belsito vive. E tutto ruota attorno al Banco popolare. I movimenti-base sono gestiti attraverso diversi conti correnti ordinari nelle varie filiali; i movimenti straordinari sono invece coordinati da Banca Aletti, il capillare sistema di private e investment banking dello stesso Banco popolare.
I movimenti-base sono vistosi spostamenti, in entrata e in uscita: nell’ultimo semestre dai soli conti liguri sono stati trasferiti almeno 700 mila euro ad altri conti della Lega Nord, sono stati emessi almeno 450 mila euro in assegni circolari e lo stesso Belsito ha ritirato in contanti almeno 50 mila euro. Più sostanzioso il programma di investimenti gestito per la Lega Nord attraverso Banca Aletti tra Natale e Capodanno. Anzi, gli spostamenti di massa di denaro sono cominciati a metà del mese scorso: un investimento in 7,7 milioni di corone norvegesi (poco più di un milione di euro) vincolato per sei mesi a un interesse del 3,5%. Il fatto curioso, che emerge immediato, è che in quegli stessi giorni investire in Bot o Btp era più conveniente. Il primo, in ordine di tempo, porta a Cipro: 1,2 milioni di euro dalla Lega Nord per l’acquisto di quote del fondo “Krispa Enterprise ltd”. Il fondo è basato a Larnaca, città turistica della costa meridionale, vicina al confine con Cipro Nord. Più coraggioso, senza dubbi, il collocamento dei 4,5 milioni di euro per un’operazione in Tanzania.
12:40
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08/01/2012
Camera: Un documento su quattro è un'autorizzazione a procedere
da Il fatto Quotidiano.it
Seimila dei circa 22mila documenti stampati da Montecitorio nel dopoguerra riguardano procedimenti contro gli stessi deputati. I record nei due anni di legislatura durante Tangentopoli. Documenti "istruttivi" anche sull'aumento delle indennità dei parlamentari. Il primo? Poche settimane dopo l'insediamento dell'Assemblea costituente
UN PAIO D’ANNI dopo, il 13 aprile del 1948, Severino Cavazzini, deputato ferrarese del Partito Comunista vicino al mondo agrario della Bassa, fu denunciato da un prete di Donada, in provincia di Treviso. Il parroco lo querelava per diffamazione aggravata perché sulla rivista Il Compagno, organo della federazione comunista di Rovigo, era uscito un testo anonimo dal titolo “Libidinose domande alle bambine del confessore parroco di Donada”. La Camera concesse l’autorizzazione per “fare piena luce sulla verità”, anche se i comunisti, nella propria relazione di minoranza, contestarono che, esistendo un processo aperto nei confronti del parroco per “atti di libidine”, sarebbe stato quello il luogo per far “piena luce sulla verità”. La relazione di minoranza attestava d’altronde come “il carattere politico del fatto” emergesse “chiaro dalle carte processuali”.
Istruttivo pensare che l’autorizzazione a procedere contro Cavazzini fu annunciata a Montecitorio il primo giugno del ’48 e arrivò all’attenzione della presidenza dell’assemblea tre anni dopo, il 31 luglio del ’51. Scorrendo questa documentazione ci si imbatte nella storia patria. Nel 1979 l’allora deputato Antonio Matarrese, presidente del Bari calcio, fu accusato dal pretore del capoluogo pugliese di “aver fatto svolgere abusivamente, nel locale stadio comunale, gli incontri di calcio” con la Nocerina e con la Sampdoria. Nel 1982, sempre la pretura chiedeva invece di processarlo per aver lasciato chiusi e non presidiati gli ingressi della tribuna numerata dello stadio durante Bari-Varese. Nell’agosto del ’96 arrivò invece alla Camera la richiesta di autorizzazione a procedere contro Umberto Bossi. Il pubblico ministero di Aosta, David Monti, voleva metterlo a confronto con Gianmario Ferramonti, leghista della prima ora all’epoca accusato di una truffa miliardaria (sarà scagionato anni dopo), ma il leader del Carroccio non si presenta ai magistrati. Perché? “Da notizie di stampa – annota il relatore Michele Saponara – si apprende che l’onorevole Bossi connoti il suo comportamento come un rifiuto del riconoscimento della legittimità dell’entità statuale cui appartengono le autorità giudiziarie disponenti e richiedenti”.
L’enorme mole di materiale messo in rete dall’archivio della Camera è una miniera d’oro. Per gli appassionati di “casta” si possono consultare ben 125 documenti sul bilancio interno di Montecitorio (alcuni link sono ancora difettosi) e scoprire alcune curiosità, come quella legata al conto consuntivo per l’esercizio finanziario della Camera per gli anni 1946-1947. I deputati Questori annotano come lo stanziamento del Tesoro di 225 milioni di lire fosse alla fine stato insufficiente. “Di fronte a tale previsione iniziale le entrate effettive accertate – scrivono – sono state di 506.392.485,20 lire, con una differenza in più di lire 281.392.485,20”. I maggiori bisogni dell’allora Assemblea Costituente erano costituiti essenzialmente da due voci: l’aumento delle indennità degli onorevoli deputati dell’Assemblea costituente e il miglioramento economico del personale applicato. L’ufficio di Presidenza che si riunì il 27 giugno del 1946, vale a dire neanche un mese dopo le storiche elezioni del 2 giugno, deliberò che il gettone di presenza, fino a allora ricevuto solo per le riunioni di Commissione, si assumesse anche per le sedute dell’assemblea plenaria. Il 27 febbraio del ’47, lo stesso ufficio, deliberò l’aumento dell’indennità da 25 a 30mila lire al mese e ritoccò l’indennità di presenza da mille a duemila per i deputati residenti fuori dalla Capitale. La spesa inizialmente prevista di 150 milioni per le indennità, arrivò così nei primi mesi della Repubblica, a 283. Nelle more si stanziarono anche 387.100 lire affinché gli onorevoli potessero viaggiare gratis. Ma solo sulla rete autoferrotranviaria di Roma.
13:04
Scritto da: lafinestrabg
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L'ampolla delle magie del Calderoli pensiero
Porcellum, insulti ai gay e attacchi agli immigrati
dal Corriere.it
S e vivessimo in un Paese normale, dopo la sparata sui presunti bagordi di Palazzo Chigi consumati a Capodanno dal presidente Mario Monti, il poco onorevole Roberto Calderoli avrebbe dovuto chiedere scusa. Invece si è incarognito: vuole una risposta in sede istituzionale perché Monti fa troppo il maestrino. Succede che per ragioni elettorali si esageri un po' e si passi dalla parte dei post galantuomini, magari per nascondere il fatto che la Lega con «Roma ladrona» ci è andata a nozze, comportandosi come tutti gli altri partiti. Poi però, almeno per buon gusto, si fa un passo indietro.
Buon gusto? Non contento delle gesta del Trota, il cerchio magico del Capo - l'inner circle di Gemonio - sta preparando per la prossima festa dell'ampolla un'antologia di interventi calderoliani. Titolo provvisorio: «Padania maiala». Come molti ricorderanno, nel 2007 Calderoli inveì contro la costruzione di una moschea a Bologna: «Metto a disposizione del comitato contro la moschea sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire, come a suo tempo feci in quel di Lodi». Tra l'altro, Calderoli è anche l'ideatore dell'attuale legge elettorale, il «Porcellum», poi definita dallo stesso «una porcata». È una legge di natura: il pomo più bello va in bocca al porcello.
In copertina campeggerà la foto del Nostro in camicia verde pisello e calzoncini corti, sua abituale divisa estiva, residuo di qualche campeggio celtico. A proposito, quando impalmò la sua prima moglie con rito celtico le disse: «Sabina sarai la mia sposa. Giuro davanti al fuoco che mi purifica. Esso fonderà questo metallo come le nostre vite nuovamente generate». Il matrimonio non è andato tanto bene, si è fuso più del metallo.
Dopo i maiali, l'altra ossessione del poco onorevole sono i gay. Una delle sue frasi preferite è questa: «La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni!». Già, il buon gusto: «Dare il voto agli extracomunitari? Un Paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi». Il libro sarà la ricognizione puntuale del «piccolo mondo mostruoso» in cui abitiamo e verrà presentato a Monza, nella ex succursale del ministro semplificato Calderoli.
12:59
Scritto da: lafinestrabg
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